martedì 16 giugno 2020

Review Party | "Ricordami nell'acqua" di Eloisa Donadelli, ed. Sperlink&Kupfer

Un'autrice, una garanzia!

Buon martedì a tutti, Amici dei Libri: vi do il benvenuto oggi con un post che per me è molto speciale. Parleremo infatti di un'autrice che ho avuto modo di incontrare, in passato, e che mi ha segnata profondamente con la sua scrittura e le sue storie.

Tengo molto, infatti, a ringraziare Mara del blog Romance e altri rimedi, per avermi coinvolta nell'evento di rilascio di questo nuovo romanzo; ringrazio ovviamente anche Sperling&Kupfer per la copia digitale e Sara del blog Il Club delle Lettrici Compulsive per aver realizzato il bellissimo banner.


Trama: La voce poetica e autentica di Eloisa Donadelli torna a raccontarci la magia dei luoghi dell'infanzia e della natura, il viaggio di una donna alla ricerca delle proprie radici e di quei legami indissolubili che crescendo si crede di aver perduto per sempre.

Suo padre Dino scelse per lei un nome importante, Neve, che parlasse dell'acqua nella forma da lui più amata. L'acqua che, nel bene e nel male, aveva accompagnato la loro vita: limpida e dissetante, come quella di montagna, calda ed eterea, come quel vapore che avvolgeva le pozze termali, per le quali il suo paese natio, Aquasalus, era conosciuto. È l'ultima settimana di ottobre e Neve decide di lasciare Rocco, Milano e la loro vita insieme per tornare a casa, alle proprie radici, per salutare i suoi fantasmi.
Sono passati vent'anni da quando suo padre, nota guida alpina, è scomparso sulle Alpi, durante un'escursione solitaria: il corpo non è mai stato rinvenuto e Neve si è sempre rifiutata di accettare la sua morte. Questo ritorno alle origini avrà per la giovane donna il sapore dolceamaro di un sacrificio e di una scoperta, necessario per affrontare la sua infanzia e le sue mancanze, per comprendere cosa significhi essere figlia prima di soccombere all'impossibilità di essere madre.

Come vi accennavo in apertura, Eloisa Donadelli è una scrittrice che mi ha segnata, quello con lei è stato un incontro molto importante, per cui conservo un posto speciale nel cuore. Il suo primo romanzo, pubblicato sempre da Sperlinkg&Kupfer nel 2018 e intitolato "La voce delle betulle", la presenta alla perfezione e ciò che più ho amato del secondo romanzo è stato ritrovare tutta l'emozione che viene trasmessa dallo stile di scrittura di un'autrice che, prima di essere tale, è una donna...una gran bella persona.

Come la scorsa volta, anche in "Ricordami nell'acqua" le donne hanno un ruolo centrale, anche se non sono mai sole: trovo che questo bilanciamento nella creazione delle voci narranti e dei personaggi in generali sia un altro dei grandi punti di forza del mestiere di Eloisa, che caratterizza le sue opere e le rende riconoscibili e fortemente empatiche. Io spero non venga percepita come un'esagerazione ma mi sento di affermare che potrei riconoscere un suo scritto leggendone solo le prime pagine, ovviamente non per capacità mie quanto per la sua impronta personale e finemente caratterizzata.

Riprendo ad analizzare gli aspetti in maniera più razionale ma continuo a raccontarvi di elementi che non ho potuto non apprezzare: il tema che viene trattato principalmente in questo romanzo è molto delicato di base, per chiunque, e ha toccato ovviamente anche me molto a fondo; l'impossibilita di avere figli spinge una donna ad abbandonare la sua vita e il suo amore, così che lui possa avere il tempo di costruirsi e conquistarsi una nuova felicità, e ad andare alla ricerca di nuove ragioni di vita, perché no, anche riscoprendo le proprie "vecchie" origini.

Questo presupposto, sul quale Eloisa ha messo le fondamenta dell'intera storia, è accompagnato da un contesto storico finemente pensato ma non prepotente, che è in grado di contestualizzare alla perfezione i personaggi e crea quell'alone di interesse di partenza nei confronti della vita di un personaggio, quello che spinge il lettore a chiedersi cosa succederà continuando a sfogliare le pagine.

Arriviamo a parlare nel dettaglio dello stile di scrittura di Eloisa Donadelli, da me tanto osannato, che ricopre a mio parere il ruolo di protagonista ai fini della riuscita dello spettacolo dell'intero libro: rotondo, poetico e così carico di emozione da sembrare vivo, travolge il lettore ma senza violenza, accompagnandolo per mano in un viaggio alla scoperta delle profondità dell'animo umano, anche grazie all'appoggio di una complice molto, molto speciale...la natura. Eloisa ha un profondissimo legame con lei, con la sua terra nello specifico ma con tutti gli elementi di questo incredibile pianeta che abitiamo, spesso, senza meritarcelo. 

Anche in questo secondo romanzo, la co-protagonista è la natura, con cui l'autrice sembra letteralmente "parlare", come se fossero due vecchie amiche che si ritrovano ogni tanto, per raccontarsi quello che è successo dal loro ultimo incontro. Queste sono le forti sensazioni che vivo ogni volta che io "incontro" lei attraverso i suoi libri e, nel caso in cui non la conosceste già, spero di avervele trasmesse al meglio, anche se non è semplice esprimere tanta ammirazione senza rischiare di risultare immotivatamente celebrativa, specialmente per iscritto.

Fatemi sapere se avete già letto i due romanzi di Eloisa Donadelli, se avete intenzione di farlo e se sono riuscita a raccontarvi quanto sia arricchente fare questa esperienza di lettura. Io vi aspetto alla prossima recensione!

P.S. facciamo un piccolo gioco? Se non avete mai letto i libri di Eloisa e ne state sentendo parlare ora per la prima volta, provate a guardare attentamente entrambe le copertine e provate a indovinare come abbia voluto impreziosirle e personalizzarle con il suo inconfondibile tocco! Aspetto le risposte nei commenti :)

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