mercoledì 8 luglio 2020

Recensione | "Everland" di Luigi Nunziante, ed. Decima Musa

Un moderno "C'era una volta..." per un viaggio indimenticabile

Questa settimana ci tengo a recuperare le recensioni delle letture che ho fatto negli scorsi mesi e di cui, per una serie di peripezie, non sono ancora riuscita a parlarvi.
Il primo di questi è senza dubbio l'esordio di un autore che è anche un collega blogger: Luigi, infatti, ha cominciato scrivendo sul suo Everpop e ha poi dato via al suo sogno realizzando una serie di romanzi fantasy young adult ambientati in un mondo magico, che sono sicura saprà conquistare anche voi.


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«Tutte le storie iniziano da qualche parte.» Quella di Lara inizia esattamente con un trasloco, il trasferimento a Wichita voluto dal padre, al fine di superare il lutto per la perdita della madre. Costretta a dover ricominciare "tutto da capo" Lara non immagina che l'incontro con Damian, il giovanissimo vicino di casa, è solo l'inizio di una folle e stravagante avventura che porterà entrambi in un altro mondo: Everland. 


Tra amori e incantesimi, e tanti personaggi noti, Lara e Damian dovranno far ritorno a casa grazie ad un incantesimo... in un mondo dove però la magia non esiste.



Quella che ha scritto Luigi è una serie ambientata inizialmente nel mondo reale ma che trova il suo massimo punto di sviluppo in un mondo magico, popolato dai personaggi delle fiabe più iconici e famosi, che tutti noi ricordiamo certamente con affetto. I due protagonisti, due giovani che si trovano ad instaurare un'amicizia un po' improbabile, affronteranno un viaggio che li porterà non solo a sconfiggere le loro più grandi paure, ma anche a scoprire cose di sé che mai avrebbero potuto immaginare. 

Non posso negare di non essere stata particolarmente sorpresa dal presupposto su cui si basa la storia, poiché negli ultimi anni ha costituito uno spunto preso da diversi creatori sia di libri che di prodotti cinematografici e televisivi, ma sono stata felice di poter approfondire la visione di Luigi e il modo in cui ha lavorato per creare la sua storia. 

Ho molto apprezzato che i due protagonisti abbiano due età differenti e non siano destinati ad innamorarsi tra loro, trovo che sia una scelta azzeccata e che attribuisca un pizzico di brio in più e un tocco di originalità. Ahimé, il cosiddetto "instalove" (ammesso che si scriva così) è comunque dietro l'angolo ma, sarò sincera, non penso che sia così inammissibile in questo caso specifico, trattandosi di un romanzo con un target di riferimento ben preciso e che penso possa apprezzare questo genere di spirito sognante da "...e vissero tutti felici e contenti".

Mi è piaciuto lo stile di scrittura, che penso sia anch'esso molto in linea con tutto il resto, seppur un po' acerbo e bisognoso di un correttore di bozze leggermente più attento. "Everland" è il primo capitolo di una trilogia che penso sia destinata a crescere, come si suol dire, libro dopo libro, e che continuerò con immenso piacere non appena mi sarà possibile. Sono curiosa di sapere molto di più su un personaggio in particolare, Damian, che è senza dubbio quello cui mi sono affezionata di più e che nasconde ancora la maggior parte dei non risolti.

Infine, la parte più divertente di tutte è quella che vede il lettore quasi partecipe dello sviluppo delle vicende, poiché può cimentarsi nel cercare di riconoscere i personaggi delle fiabe e delle favole, associandoli a quelli classici della nostra infanzia: non pensate che sia sempre facile come sembra, in alcuni casi ci è voluta un po' di concentrazione poiché Luigi è stato bravo a rielaborarli e renderli suoi. 

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