venerdì 28 settembre 2018

The Queen: Sveva Casati Modignani ci ha raccontato "Suite 405"

Buongiorno Amici dei Libri e buon venerdì!

Un'altra settimana è finita e io sono qui a raccontarvi di un altro straordinario incontro cui ho avuto la fortuna di partecipare, grazie a Sperling&Kupfer.

La regina della letteratura italiano contemporanea è in libreria dallo scorso 24 settembre con "Suite 405"!

Un avvincente intreccio di destini in cui si rispecchia l'Italia di oggi, ancora divisa da contraddizioni e lotte sociali, ma unita da un profondo e assoluto bisogno di giustizia e amore.

Un'auto di lusso sfreccia nella notte lungo l'autostrada che collega Roma a Milano. A bordo c'è il conte Lamberto Rissotto, che possiede un'importante industria metallurgica e la dirige con sapienza, nonostante le difficoltà legate alla crisi economica del Paese. L'uomo ha fretta di rincasare per chiudere immediatamente ogni rapporto con la bellissima moglie Armanda, perché ha appena scoperto la sua ultima imbarazzante follia. A mitigare la cupezza del suo stato d'animo c'è il recente ricordo del fuggevole incontro con una sconosciuta «molto giovane, molto bella, di gran classe» che si è stupidamente lasciato sfuggire.
Nella notte, un altro uomo viaggia lungo la stessa autostrada da Sud a Nord, solo, sulla sua utilitaria impolverata: è Giovanni Rancati, sindacalista. Ha percorso chilometri per incontrare gli operai che tanto ama, per condividerne le preoccupazioni e difenderne il futuro. A Milano l'attende la sua compagna, Bruna, che fa la parrucchiera e dopo anni di sacrifici è riuscita ad aprire un negozio tutto suo. Insieme vivono in un quartiere popolare, uno di quelli in cui le case di ringhiera mettono in piazza gioie e dolori di ognuno, una realtà in cui si fatica ad arrivare a fine mese e un sogno può costare i risparmi di una vita. Lamberto e Giovanni rappresentano due mondi opposti e lontani, ma le loro strade finiranno per incrociarsi, un po' per necessità e un po' per caso. Dal loro incontro nasce un avvincente intreccio di destini in cui si rispecchia l'Italia di oggi, ancora divisa da contraddizioni e lotte sociali, ma unita da un profondo e assoluto bisogno di giustizia e amore.

La grandissima Sveva Casati Modignani è indubbiamente uno dei pilastri più saldi della nostra letteratura d'intrattenimento; negli anni, per la precisione dal 1981, popola annualmente le librerie italiane regalando ai suoi lettori avventure ed emozioni sempre nuove e sorprendenti. 

Come sempre, sarà estremamente sincera con voi: prima che si presentasse per me questa occasione, non avevo mai letto un suo libro. Lo so, grossa lacuna da colmare! Fortunatamente ho potuto incontrarla e non solo scoprire che avevo avuto, fino a questo momento, un'idea parecchio falsata sulle sue opere, ma anche che l'autrice è una donna di grande classe, arguta e incredibilmente auto-ironica. Ci ha fatto trascorrere qualche ora all'insegna della cultura ma anche del divertimento, dandoci anche qualche anticipazione sul nuovo romanzo.

La sua storia ci insegna che Sveva ha sempre dato grande spazio alle storie di cuore, alle relazioni interpersonali che si instaurano, a volte, nell'arco di un'intera vita. Nutre una grande affezione per la sua città, Milano, dove ambienta le sue storie anche se, ci ha rivelato, preferisce ricordarla com'era una volta e non con l'eccessiva modernità che ha raggiunto ultimamente, che lei considera come snaturante.

In questo romanzo il presupposto su cui si costruisce la vicenda è quello dell'incontro di due mondi opposti tra loro, quello del lusso sfrenato e quello sindacalista improntato sulla lotta, che si uniranno sfociando in ciò che c'è di più classico nella vita di tutti: storie d'amore, intrighi e anche qualche difficoltà...

Una delle caratteristiche più affascinanti di Sveva Casati Modignani è l'universalità delle sue opere e del suo modo di comunicare: se volessimo effettuare un'analisi volta alla targettizzazione dei suoi lettori, arriveremmo a comprendere una fascia ampissima, che parte dai dodici anni, come quelli che ha la sua lettrice più giovane, fino ai centodue, come minimo. 

Ricollegandomi a quanto ho detto precedentemente, erroneamente ho creduto per tanto tempo che i suoi fossero romanzi d'amore, magistralmente scritti ma che vertessero unicamente su questo; è stato incredibile scoprire il milione di sfumature che invece ha la sua scrittura, la moltitudine di temi che affronta e la non-leggerezza con cui li tratta. 

Pensiamo al fatto che in quest'ultimo romanzo abbia deciso di incentrare la storia su problemi quanto mai attuali come quelli legati al lavoro, ai diritti e al sostentamento familiare. Si può addirittura percepire il suo attaccamento viscerale ai personaggi che, però, ci ha raccontato di dover lasciar andare, una volta che hanno svolto il loro ruolo. E' stato dopo la pubblicazione del suo primo romanzo, ci ha detto, che ha capito che quella della scrittrice sarebbe stata evidentemente la sua vita.

Un'altra peculiarità che salta subito all'occhio è la tendenza perennemente ottimistica che i suoi personaggi hanno, "giustificata" da lei con un concetto che mi ha conquistata: "...tu, quando leggi, hai voglia di negatività? Io no. Per questo i miei personaggi vedono sempre il bicchiere mezzo pieno."
Potremmo forse biasimarla? Io no di certo.


Per non parlare della stima che nutro nei suoi confronti da quando ci ha rivelato di non aver mai scritto a computer, neanche una volta nella sua vita; la sua sontuosa e preziosa macchina da scrivere è come una cara amica, che non tradirebbe per nessun motivo al mondo.

Non mi resta altro da fare che consigliarvi la lettura di "Suite 405", con la preghiera di farmi sapere come lo troverete, non vedo l'ora di chiacchierarne con voi!

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